Pollock Project al ParmaJazz Frontiere

Musica libera per un incontro surrealista e visionario

ParmaJazz Frontiere conferma la sua attenzione per le arti scrivendo per il 29 novembre un programma giocato sull’incontro fra la musica, le sue sperimentazioni e l’arte contemporanea. Sul palco della Casa della Musica, infatti, si avvicenderanno Fragile, un progetto nato dall’incontro fra la musica del chitarrista Luca Perciballi e il pittore Mattia Scappini (ore 21.00). E il Pollock Project, un progetto ricco di citazioni dall’arte contemporanea (a cominciare dallo stesso nome) nato dall’incontro tra Marco Testoni e Nicola Alesini: ad unirli la medesima componente visionaria arricchita qui dall’affascinante connubio tra la fisicità delle percussioni e la magia degli strumenti a fiato. A completare il trio le percussioni del versatile Massimiliano Di Loreto. La novità è offerta, oltre che dalla ricerca musicale, dalla particolarissima sonorità del Caisa Drum, un metallofono di recentissima concezione, dalla stravagante forma di un disco volante, attorno al cui fascino Marco Testoni sta costruendo un attento lavoro di ricerca.
 
Fragile è un progetto che nasce nel 2010 dalla collaborazione del chitarrista e compositore Luca Perciballi e il pittore Mattia Scappini. In particolare l'indagine si focalizza sulla relazione musica-pittura in tempo reale, con la forte volontà di andare oltre i semplici rapporti sinestetici fra le due arti, cercando di individuare "codici " e "materiali" comuni fra i due linguaggi, una sorta di mappa genetica che consenta un dialogo costruttivo. Il ricorso ad elementi fissi (apertura di prospettive coincidente con segnali sonori) e ad elementi improvvisativi permette di superare la tradizionale divisione tra improvvisazione e composizione, spostando l'attenzione su di un codice orale-testuale che sovverte naturalmente queste distinzioni. In particola l'indagine si focalizza sul rapporto fra musica e pittura in tempo reale, con la forte volontà di andare oltre i semplici rapporti sinestetici fra le due arti, cercando di individuare "codici " e "materiali"  comuni fra i due linguaggi, una sorta di "mappa genetica" comune che permetta il dialogo costruttivo.
 
 
Marco Testoni e Nicola Alesini: due musicisti artisticamente non allineati e accomunati dal medesimo bisogno di libertà artistica fuori da ogni schema e genere che li ha spesso portati a collaborare con artisti dal percorso altrettanto anomalo (tra gli altri David Sylvian, Billy Cobham, Roger Eno).  Da sempre portati a navigare tra diversi linguaggi musicali senza timori e formalismi con Pollock Project arricchiscono la propria tavolozza musicale di intensi colori surrealisti in un sorprendente mix magico ed evocativo di atmosfere world e improvvisazioni jazz, tra tinte ambient e richiami al minimalismo e all’art-rock. Al loro fianco, come si diceva, Massimiliano Di Loreto, versatile strumentista con un passato nell’industrial-rock dei Gronge - band cult degli anni ’80 - che con il suo multi set percussionistico offre un’ampia gamma timbrica alla performance.
Marco Testoni è una particolarissima figura di percussionista, tastierista e compositore, il cui ultimo cd Impatiens ha visto la collaborazione di Billy Cobham, il padre del drumming moderno. Con il suonosuggestivo del suo set di Caisa Drum - metallofoni di nuova generazione della stessa famiglia dei più noti Steel Drum caraibici – Marco Testoni restituisce alle percussioni la capacità di esprimere compiutamente quel “lirismo del ritmo” che è il manifesto artistico del suo stile musicale.
Nicola Alesini è uno dei sassofonisti più originali nel panorama della musica italiana la cui discografia conta collaborazioni con artisti internazionali quali David Sylvian e Roger Eno. Il suo inconfondibile fraseggio, a cavallo fra tradizione mediterranea, jazz ed improvvisazione di stampo nord-europeo, si esprime in tessiture melodiche che si intrecciano con le linee armoniche del live electronics.
 
Il Caisa Drum è un metallofono chiamato per comodità, come i fratelli e cugini Hang e Steel Drum, disco sonoro. Uno strumento a percussione idiofono, che vibra cioè nella sua interezza, ma soprattuto dotato di un suono determinato: non produce quindi solo una ritmica, ma anche una melodia. Ciascun Caisa Drum è accordato su scala pentatonica. Da qui la scelta di Marco Testoni di un set di tre Caisa che permetta una scala cromatica completa.
Si tratta di uno strumento di recente ideazione, prodotto in Germania a partire dal 2000. Contemporaneamente al bernese Hang Drum. In entrambi i casi, l’idea era quella di fondere la particolare modalità di espressione timbrica dell’indiano gatham (percussione di coccio a forma di vaso) con la sonorità del metallo. La differenza fra Caisa ed Hand consiste principalmente nel fatto che il Caisa si suona con bacchette e mani ed è come tale congeniale sia a percussionisti che a musicisti di formazione batteristica. Mentre l’Hang Drum si suona solo con le mani.
In sintesi: lo steel drum è caraibico e concavo. Gli hang ed i caisa sono europei e convessi. In tutti e tre i casi si tratta di strumenti capaci di abbinare, per le loro peculiarità,  la visceralità del ritmo con l’emozionalità delle armoniche e la suggestione di un particolare timbro morbido ed evocativo.
La diffusione di questi strumenti è stata veramente strepitosa ed il suono particolarissimo e ricco di armoniche ha da subito attirato l’attenzione di musicisti e ascoltatori. Rimane la necessità di costruire attorno a questi strumenti una letteratura anche colta, questa la scommessa intrappresa da Testoni e questa altresì la ragione della scelta di un set di tre strumenti.
 
 
 
 
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